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Filosofia e Scienze umane

Portale per chi insegna e studia filosofia, pedagogia, psicologia, antropologia e sociologia

Offre materiali a libera consultazione in continua espansione e aggiornamento.

Agenda 2013-2014 Gruppo Abele

  • Educare alla cittadinanza

    La cittadinanza consapevole, l'educazione alla cittadinanza, dignità e diritti, libertà e responsabilità, relazioni significative e significanti. Questi i temi affrontati nella nuova Agenda 2013/2014 della nostra Casa Editrice, realizzata in collaborazione con il Gruppo Abele. Ogni settimana, nuovi spunti di riflessione su questi argomenti.
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  • Gruppo Abele

    Il Gruppo Abele è un’associazione Onlus e Ong nata a Torino nel 1965, che lotta contro l’emarginazione e la disuguaglianza promuovendo iniziative culturali e di accoglienza. Ne fanno parte duecento soci, un centinaio di lavoratori e trecento volontari, che ogni anno donano, in totale, trentamila ore del loro tempo.
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  • #27 gennaio 2014# Giorno della Memoria per commemorare le vittime del nazismo e dell’Olocausto

    Considerate se questo è un uomo / che lavora nel fango / che non conosce pace / che lotta per mezzo pane / che muore per un sì o per un no.
    Primo Levi, Se questo è un uomo

  • «Io ti sento, io ti so»

    Basta mettersi in ascolto… Mettersi in ascolto significa identificarsi, vestire i panni dell’altro, immaginare il suo punto di vista. Viviamo in un mondo sordomuto di vite blindate, dove ogni incontro ha il sapore di un miracolo. Negli anni, mesi o istanti in cui vive, l’incontro si alimenta di questo: di comunicazione. Non di parole, non è quello: vive di sintonia. Come con le manopole della radio, bisogna aggiustare la ricezione, trovare la lunghezza d’onda dell’altro e finalmente sentire. Sfiorare anche solo un momento la meraviglia dell’unisono: un solo suono, lo stesso suono, un suono così chiaro. Non c’è nessuna comunicazione o – peggio – c’è solo sfinente comunicazione formale, senza quel tentativo di immedesimarsi. Di ascoltare, appunto. Di capire e perciò di “sapere”. Io ti conosco come nessun altro, dicono le madri ai figli, gli amanti agli amati. Intendono dire: io ti sento, io ti so. Io ti sono dentro.
    C. de Gregorio, Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto, Milano, Mondadori, 2006

  • La famiglia

    La famiglia è la prima sede dove si comprende il significato dell'esistenza. In un mondo in cui prevalgono i valori del profitto, della ricchezza, del piacere, la cultura dell'accoglienza mira a coltivare i valori del servizio e del dono.
    Norberto Galli

  • «Portate alla luce questi segreti»

    Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.
    Joseph Pulitzer

  • La questione morale

    La questione morale non è, come si vuole far credere, sempre più frequentemente una pruderie di benpensanti: è una grande questione democratica, una grande questione istituzionale per la decisiva ragione che un sistema intriso di corruzione o di rapporti con la mafia è l’emblema del prevalere dell’interesse privato sull’interesse pubblico. Qui sta il nodo di tutti i problemi del nostro Paese.
    Gian Carlo Caselli

  • Educare alla bellezza

    Educando alla bellezza è opportuno ricordarsi e ricordare che l’incontro con la bellezza non è cosa facile, richiede impegno e fatica. Ma è anche importante non dimenticare che, quando nella vita si incontra la bellezza, queste fatiche svaniscono. La bellezza ha il potere di condurti fuori da essa, oltre a se stessa, in un territorio che è altro. Come quando in montagna, dopo un faticoso percorso, si giunge in vetta e da lì si osserva lo splendore del panorama: le fatiche fatte svaniscono, e per qualche istante la bellezza della vista ti trasporta in pensieri sulla vita pieni di incanto e armonia. Non sono quello che vedi, ma sono come quello che tu vedi.
    Gruppo Abele

  • «Ma allora non c’è giustizia?»

    Il giovane giudice ascoltava con tristezza, e con tristezza guardava il viso riarso dal sole e rugoso di Jernej, le sue scarpe impolverate, i suoi abiti logori.
    «Non opponetevi alla legge, qualunque essa sia; gli uomini l’hanno creata, gli uomini le hanno dato forza e autorità. Quando vi frusta a sangue, stringetevi nelle spalle e raccomandatevi a Dio; se la sua faccia è stravolta al punto da non poterla più distinguere dall’ingiustizia, guardate da un’altra parte ed evitate di litigare con lei! Tenetelo bene a mente, e adesso andate con Dio e fate come vi ho detto!».
    Sorpreso e spaventato, Jernej lo fissò negli occhi. «Ma allora, non c’è giustizia? Dunque l’avete rinnegata?»
    Il giudice stava in silenzio.
    I. Cankar, Il servo Jernej e il suo diritto, Milano, Feltrinelli, 1977

  • Informarsi senza reagire

    Viviamo in un mondo in cui l'informazione non arriva più a provocare delle reazioni, è una forma di nutrimento, di droga, è come se bevessimo un caffè, ci si informa ma non si reagisce in funzione dell'informazione.
    Matei Vişniec

  • Siate sempre capaci…

    Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo.
    Ernesto “Che” Guevara

  • Leggi «dal di dentro, non dal di fuori»

    La legalità discende da leggi che vengono dal di dentro, non dal di fuori. Democrazia è fiducia del popolo nelle sue leggi, sue perché scaturite dalla sua coscienza, non imposte dall’alto.
    Piero Calamandrei

  • Pinocchio e il giudice

    Il giudice era uno scimmione della razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la sua grave età, per la sua barba bianca e specialmente per i suoi occhiali d’oro, senza vetri, che era costretto a portare continuamente, a motivo di una flussione d’occhi che lo tormentava da parecchi anni. Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l’iniqua frode, di cui era stato vittima; dette il nome e il cognome e i connotati dei malandrini, e finì col chiedere giustizia. Il giudice lo ascoltò con molta benignità, prese vivissima parte al racconto, s’intenerì, si commosse, e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello. A quella scampanellata comparvero subito due cani mastini vestiti da giandarmi. Allora il giudice, accennando Pinocchio ai giandarmi, disse loro: «Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro. Pigliatelo, dunque, e mettetelo subito in prigione».
    C. Collodi, Pinocchio, Firenze, Felice Paggi, 1883

  • Se esprimi un desiderio

    Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo e se guardi il cielo è perché credi ancora in qualcosa.
    Bob Marley

  • 25 dicembre 1965 – Nasce «Gioventù impegnata»

    Durante le vacanze di Natale, alcuni ragazzi che frequentano la neonata parrocchia di Maria Madre di Misericordia a Torino, tra cui Luigi Ciotti, decidono di formare un gruppo per guardarsi attorno e “fare qualcosa” sulla strada: il nome prescelto è quello di «Gioventù Impegnata». Verso la fine del 1968 avviene un’importante trasformazione: Gioventù Impegnata vuole cambiare il suo nome perché, secondo i membri, troppo presuntuoso. Il nome verso cui si orienta è «Gruppo di Abele», suggerito da un servizio televisivo di Sergio Zavoli intitolato «Il giardino di Abele».

  • Libertà, legalità e Costituzione

    La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare […] La libertà è condizione ineliminabile della legalità; dove non vi è libertà non può esservi legalità […] Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta […] La Costituzione deve essere considerata non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare.
    Piero Calamandrei

Uno sguardo a...


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    QdR 22. «Libertà va cercando, ch’è sì cara». L’esperienza della libertà

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