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Filosofia e Scienze umane

Portale per chi insegna e studia filosofia, pedagogia, psicologia, antropologia e sociologia

Offre materiali a libera consultazione in continua espansione e aggiornamento.

Educare alla cittadinanza

  • 1 dicembre 2013 - Giornata mondiale contro l’AIDS

    Il fiocco rosso è il simbolo mondiale della solidarietà agli HIV-positivi e ai malati di Aids, e unisce le persone nella comune lotta contro questa malattia. Il fiocco rosso è… Rosso come l’amore, per essere simbolo di passione e tolleranza verso chi è colpito. Rosso come il sangue, per rappresentare il dolore causato dalla morte di tante persone per l’Aids. Rosso come la rabbia, per quanto indifesi nell’affrontare una malattia per la quale non c’è ancora possibilità di cura. Rosso come il segno di avvertimento a non ignorare uno dei più grandi problemi del nostro tempo.
    Red Ribbon Foundation

  • Nei panni degli altri

    Una volta Atticus mi aveva detto: «Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista». Ebbene, io quella notte capii quello che voleva dire. Adesso che il buio non ci faceva più paura avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci divideva dalla casa dei Radley e guardare la città e le cose dalla loro veranda. Accadde tutto in una notte, la più lunga, più terribile, e insieme la più bella di tutta la mia vita.
    H. Lee, Il buio oltre la siepe, Milano, Feltrinelli, 1960

  • Relazioni significative e significanti

    L’essere parte di un sistema di relazioni significative e significanti che danno valore alle persone, che hanno valore per le persone, è uno tra i presupposti utili a non pensare alla propria vita in termini di vulnerabilità e asservimento. Una vita senza relazioni è una vita che manca del fondamentale spazio di riconoscimento dato dall’essere parte: una donna o un uomo lasciati soli faticano a essere, a guardare positivamente alla propria vita, a rintracciare il senso nelle cose, a proiettarsi nel futuro.
    Gruppo Abele

  • A chi esita

    Dici: / per noi va male. Il buio / cresce. Le forze scemano. / Dopo che si è lavorato tanti anni / noi siamo ora in una condizione / più difficile di quando / si era appena cominciato. / E il nemico ci sta innanzi / più potente che mai. / Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso / un’apparenza invincibile. / E noi abbiamo commesso degli errori, / non si può negarlo. / Siamo sempre di meno. Le nostre / parole d’ordine sono confuse. Una parte / delle nostre parole / le ha stravolte il nemico fino a renderle / irriconoscibili. / Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto? / Qualcosa o tutto? Su chi / contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti / via dalla corrente? Resteremo indietro, senza / comprendere più nessuno e da nessuno compresi? / O contare sulla buona sorte? / Questo tu chiedi. Non aspettarti / nessuna risposta / oltre la tua.
    Bertolt Brecht

  • «Il mondo è pieno di matasse»

    È sempre così, quando si litiga: ognuno crede di avere ragione. E le ragioni di ognuno sono come fili che col tempo si ingarbugliano e diventano un'unica matassa. Il mondo è pieno di matasse, ogni famiglia ha la sua...
    G. Avellino, S. Ficarra, V. Picone, La Matassa, Italia, 2009

  • L’appartenenza sociale

    Appartenenza è una dimensione importante che in una società a processo unitario viene garantita, pur con dei limiti, anche informalmente, dal fatto che chi cresce lo fa accanto e insieme ad altri, non certo strappando dei «buoni-acquisto» personali, come invece avviene in una società di individualismo di massa. Una società strutturalmente violenta, nonostante la retorica della libertà. Una società dove sta venendo meno la possibilità di vivere l’appartenenza sociale allargata.
    A. Canevaro, Se l’educazione non è un supermarket, «Animazione Sociale», 2002

  • Tanti modi di essere giovani

    Non possiamo parlare e pensare a un’unica giovinezza, a un unico modo di essere giovani e di vivere l’esperienza della crescita. Ci sono tanti percorsi, tante traiettorie, bisogna essere attenti a dotarsi di strumenti utili a cogliere le particolarità, le diversità, le similitudini. Solo così sarà possibile avvicinarsi e accompagnare significativamente questi percorsi evolutivi.
    Gruppo Abele

  • Educazione: un fatto collettivo

    L’educazione è un fatto pubblico, collettivo, e come tale ha bisogno di luoghi e spazi democratici nei quali sia possibile costruire un continuo “discorso” su di essa, restituirla alla collettività, perché non diventi questione privata, fatto personale o, ancor peggio, produttrice di processi che tutt’altro sono fuorché liberanti.
    Gruppo Abele

  • Saremmo ingenui se…

    Sarebbe una vanità davvero ingenua se credessimo, poiché abbiamo trovato un particolare cammino, che questo debba essere l’unico possibile e quindi “reale”. E non meno ingenui saremmo se dimenticassimo che gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere, le idee e le teorie che costruiamo con il fine di raggiungerle, e i vincoli e gli ostacoli che incontriamo nel corso del nostro tentativo, sono tutti quanti prodotti della nostra maniera di concettualizzare l’esperienza.
    Ernst Von Glasersfeld

  • «Nel giorno della minima giustizia»

    Scrivo queste righe perché non so fare altro. Abbraccio mia moglie e tutti e due piangiamo. Piangiamo per la nostra casa saccheggiata dai militari a Santiago, piangiamo per tutti e ciascuno dei nostri fratelli assassinati, piangiamo per quelli che hanno finito i loro giorni nei cimiteri senza nome dell'esilio, piangiamo per quelli che sono tornati sconfitti dagli anni. Piangiamo per la nostra gioventù decimata dal fascismo, piangiamo per il ricordo di mio padre, che vidi per l'ultima volta all'aeroporto di Santiago nel 1977, quando uscii dal carcere per andare in esilio. Piangiamo il pianto liberatorio di quanti non abbiamo mai dimenticato, di quelli che non hanno mai smesso di credere nel giorno della minima giustizia.
    L. Sepùlveda, Per l’arresto del generale Pinochet, «la Repubblica», 26 novembre 1998

  • Voglia di giustizia

    Giustizia stava scritto su u' portone e ci credette u' minchione.
    (Graffito su un muro – Casa penale di Favignana)

  • Per costruire una nave…

    Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.
    Antoine de Saint-Exupéry

  • Le libertà personali

    Le capacitazioni o libertà personali sono l’insieme di combinazioni alternative ai funzionamenti correnti che ogni individuo è in grado di tradurre in pratica. Nell’essere “alternative” esse si configurano come veri e propri spazi di libertà orientati alla realizzazione dei propri obiettivi di crescita. Le libertà individuali, capaci di mettere in movimento le persone verso desideri di vita migliore, e in direzione delle quali bisogna tendere attraverso i percorsi di cittadinanza, sono la cultura e la conoscenza, la partecipazione democratica, il superamento delle deprivazioni e della precarietà dell’abitare.
    Gruppo Abele

  • Le persone scelgono…

    Le persone scelgono in base alle proprie paure e ai propri desideri, ma anche in base ai personali bisogni e alle aspettative soggettive. Il peso che ciascuna persona attribuisce a paure e desideri, aspettative e bisogni, dipende fortemente dalla propria condizione, dall’espansione delle capacità e delle libertà individuali, e dal contesto sociale, antropologico, dai paesaggi urbani in cui ciascuna persona vive e abita.
    Daniel Kahneman

  • Progetti di umanità e di città

    L’educazione può rispondere alla mancanza di cura civile prendendo posizione, fuggendo dal pericolo di rimanere neutrali e di non indicare una differente via di crescita. Ogni educazione contiene al suo interno un progetto di umanità e di città. L’educazione alla cittadinanza spinge alla costruzione di mondi vicini alle persone e alle loro difficili esistenze. Mondi all’interno dei quali il dispositivo educativo in atto venga orientato a dare una risposta di senso ai bisogni primari e profondi, disattesi dal contesto circostante.
    Gruppo Abele

  • Le «periferie del diritto»

    Oggi molte città e molti quartieri di grandi città assomigliano a luoghi nei quali è difficile scorgere tracce di cura dell’umano, di manutenzione e valorizzazione della cittadinanza. Periferie del diritto, nelle quali oltre un miliardo di persone vive in condizioni di abbandono, povertà materiale, violenza, deprivazione delle relazioni, totale assenza di servizi sociali e sanitari.
    Gruppo Abele

Uno sguardo a...


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